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Strategie responsabili e valore finanziario: l’impresa sostenibile vale di più

Non solo profitto. Il CEGCEN group e Fedelazio invitati al Convegno "Le strategie delle imprese sostenibili e l'incremento del loro valore finanziario". I fattori ambientali, sociali e di governance sono diventati decisivi nel condizionare la crescita del valore finanziario di un'impresa, e quindi l'interesse da parte dei potenziali investitori

Le strategie di investimento a medio e lungo termine stanno cambiando: i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) sono diventati decisivi nel condizionare la crescita del valore finanziario di un'impresa, e quindi l'interesse da parte dei potenziali investitori secondo le norme del GRI (Global Reporting Initiative). È il quadro emerso dal convegno "Le strategie delle imprese sostenibili e l'incremento del loro valore finanziario", promosso lo scorso 16 ottobre alla Camera di Commercio di Roma da Prioritalia, Manageritalia, Fondo Mario Negri e AIAF - Associazione Italiana degli Analisti e Consulenti Finanziari e dove ha partecipato il CEGCEN group e Fedelazio, organizzazione italo - argentina, GRI DATA PARTNER in Italia.


Ad aprire l'incontro, che ha visto l'intervento del ministro dell'Ambiente Tutela del territorio e del Mare Gian Luca Galletti accanto alle testimonianze di manager e analisti finanziari, la presentazione dello studio "La comunicazione dei rischiclimatici e delle informazioni ESG" condotto da AIAF, Università? di Milano-Bicocca e PLEF - Planet Life Economy Foundation, che ha coinvolto più di 30 realtà tra aziende, compagnie di assicurazione e fondi pensione, società di rating, ESG index provider, esperti di analisi di sostenibilità e ordini religiosi, ormai sempre più consapevoli della necessità di attuare strategie di responsabilità sociale e ambientale.
 
La ricerca ha evidenziato, in particolare, un impegno crescente da parte delle aziende nel comunicare correttamente all'esterno le pratiche sostenibili adottate, in linea con la Direttiva comunitaria 95/2014 sulle Non Financial Information, e come questa comunicazione vada a incidere sul mondo della Finanza, con conseguenze talvolta rilevanti."Stiamo andando incontro alla low carbon economy - ha spiegato Andrea Gasperini, Responsabile del gruppo di lavoro "Mission Intangibles" di AIAF - un processo in cui vengono progressivamente ridotte le emissioni di carbonio nell'atmosfera, che causano enormi problemi come l'innalzamento del livello dei mari, l'acidificazione degli oceani, il surriscaldamento globale, e ciò comporta per il mondo della Finanza lo sforzo di individuare quegli investimenti responsabili che tengano conto di questi rischi".
 
Colpisce che siano soprattutto gli ordini religiosi, le diocesi e le associazioni cattoliche, molto più che in passato, a scegliere di "decarbonizzare" i propri portafogli, disinvestendo dai combustibili fossili per reinvestire sulle fonti rinnovabili. Da questo punto di vista, dimostrano di accogliere il grande monito lanciato da papa Francesco sulla salvaguardia dell'ambiente attraverso la sua Enciclica Laudato sì. 
 
E l'Italia a che punto è nelle politiche di sostenibilità? Sicuramente a un punto di svolta."Il grande Accordo di New York del giugno 2015 sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, così come l'Accordo di Parigi del dicembre 2015 stanno cambiando il rapporto tra le politiche ambientali e il mondo economico - ha ricordato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti - . Fino a qualche anno fa l'ambiente era vissuto come un vincolo e gli imprenditori ne erano terrorizzati. Oggi invece il mio ministero è diventato un grande volano di sviluppo economico".
 
In campo ambientale l'Italia sta dimostrando di avere punti di forza enormi: "Amiamo parlare male di noi stessi, ma siamo fra i maggiori produttori di energia rinnovabile al mondo: il 40% dell'energia elettrica viene prodotta da fonti rinnovabili -   ha precisato ancora Galletti - Ci sono dei giorni in cui questo Paese, dal punto di vista elettrico, va solo a energie rinnovabili".
 
Sul fronte delle aziende, saranno ovviamente i manager a giocare un ruolo determinante nell'indirizzare le strategie di business verso uno sviluppo realmente sostenibile, attraverso una rivisitazione della governance dei processi produttivi, implementando le tecnologie verdi, ma anche i servizi rivolti alle collettività sociali. Come ha evidenziato Mario Mantovani Vicepresidente di Manageritalia: "Credo che oggi possiamo dare una svolta al nostro sistema. Abbiamo l'opportunità di diventare leader in settori sostenibili in cui abbiamo tecnologie, competenze e capacità".